Marco Meloni: Cocciu esaltava il Duce. Lui: è un hacker

Marco Meloni: Cocciu esaltava il Duce. Lui: è un hacker

«Viva il Duce e la monarchia». C’è scritto in un post pubblicato su Facebook nella tarda primavera dei 2016 e firmato da Angelo Cocchi, oggi capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e in corsa per il Senato sul proporzionale. Parole che, però, Cocchi sostiene di non aver mai scritto. «C’è stato un periodo in cui il mio profilo Facebook è stato hackerato, credo che questo spieghi tutto. Non ho mai inneggiato al fascismo, non è una cosa che mi riguarda», ha detto ieri l’azzurro replicando a un altro post di Marco Meloni, capolista per il Pd al Senato.

«Al fatto che il capolista di Forza Italia al Senato in Sardegna sia un signore che pochi anni fa sui suoi social dichiarava di “non festeggiare” il 2 giugno, la giornata nella quale si celebra la nostra Repubblica, io non mi abituo. Né mi abituo al fatto che questo candidato al Parlamento possa dire “viva il duce e la monarchia”. Che ne pensano Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, cosa intendono fare? Gli chiedono di interrompere la campagna elettorale o fanno finta di nulla? Pensano che sia normale per una forza politica che si candida al governo della nostra repubblica democratica e antifascista candidare, per di più come come capolista, una persona che – come dimostra questo post che può costituire una notizia di un reato, il quale peraltro prevede come pena accessoria l’interdizione dai pubblici uffici – si vanta di commettere, appunto, il reato di apologia di fascismo?».

Quel post, ha ricordato ieri Cocchi, «risale a dieci giorni prima della formazione della Giunta di Settimo Nizzi nella quale diventai assessore. Avrei mai potuto scrivere una cosa del genere?».