41-bis: la preferenza per le aree insulari fu votata dal centrodestra nel 2009, Deidda consulti l’elenco e FdI si unisca alla battaglia di tutti i sardi.
Leggo con stupore che, mentre la società e la politica sarda si mobilitano con spirito unitario di fronte al rischio di un trasferimento di massa nella nostra isola dei criminali più pericolosi d’Italia, detenuti in regime di 41-bis, il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda si sente in dovere di rassicurarci: evidentemente in possesso di informazioni che il ministero nega da mesi agli altri parlamentari, ci spiega che non appena possibile da via Arenula verrà fatta chiarezza (aspetta e spera).
Inoltre, a suo dire, non ci sarebbe da temere per una riconversione delle carceri sarde, in quanto si starebbe solo assicurando che in ossequio alle norme vigenti i detenuti pericolosi siano rigorosamente separati dal resto della popolazione carceraria. Deidda poi rimprovera l’assessora regionale Rosanna Laconi, accusandola di aver rivelato le intenzioni del governo, nascoste da molti mesi al Parlamento e finalmente esplicitate dal sottosegretario Delmastro Delle Vedove nella Conferenza unificata del 18 dicembre scorso.
In sintesi, i detenuti in regime di 41-bis verranno concentrati in 7 istituti esclusivamente dedicati, tra i quali tre in Sardegna: Sassari, Nuoro e Cagliari Uta. Inoltre il sottosegretario ha affermato che l’obiettivo del governo è riallineare la situazione di fatto al dettato normativo (art. 41-bis, comma 2-quater, della legge sull’ordinamento penitenziario), che prevede che tali detenuti siano ospitati in istituti esclusivamente dedicati, preferibilmente in aree insulari.
In attesa di avere notizia di un radicale cambio di orientamento da parte del governo, che tutti auspichiamo, è utile ricordare che questa preferenza insulare venne introdotta dalla Legge n. 94/2009, il cosiddetto pacchetto sicurezza. Noi vorremmo che tutti, a prescindere da errori del passato o da scelte di cui non si era compresa del tutto la portata, fossimo uniti in questa battaglia, e che tutti i parlamentari sardi chiedessero l’abrogazione di quella norma, nella parte in cui sostanzialmente condanna la Sardegna a diventare la destinazione prioritaria dei detenuti in regime di alta sicurezza.
Una norma priva di senso, che condanna senza rimedio una sola regione italiana a un destino di infiltrazioni della criminalità organizzata e di enormi problemi di legalità e ordine pubblico, senza portare alcun beneficio a tutte le altre. Ma visto che questa sensibilità, che è stata espressa anche da autorevoli parlamentari sardi della maggioranza, sembra mancare nel maggiore partito dell’attuale maggioranza, Fratelli d’Italia, è necessario ricordare che a votare quel provvedimento fu l’allora maggioranza di centrodestra, con l’opposizione del centrosinistra.
L’elenco dei parlamentari che, nelle sedute del 14 maggio 2009 alla Camera dei Deputati, e del 2 luglio 2009 al Senato della Repubblica, votarono a favore, è facilmente reperibile sui siti internet ufficiali delle due assemblee legislative. L’invito all’onorevole Deidda è dunque quello di unirsi a questa battaglia per difendere il futuro di una Sardegna libera e prospera e di consultare quell’elenco: vi troverà molti esponenti, anche sardi, della sua parte politica, a partire dall’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni.