41-bis: Pittalis cerca alibi, ma è la sua maggioranza che può fermare i trasferimenti

41-bis: Pittalis cerca alibi, ma è la sua maggioranza che può fermare i trasferimenti

Non si comprende perché l’on. Pietro Pittalis, nel commentare il trasferimento di oltre 90 detenuti in regime di 41-bis in Sardegna, attacchi il centrosinistra e la Presidente della Regione Sardegna. Che il carcere di Uta sia stato progettato per ospitare anche detenuti al 41-bis è noto. Ma la decisione di concentrare in Sardegna almeno un terzo di tutti i detenuti sottoposti al 41-bis dipende esclusivamente da due fattori: il primo è la ‘preferenza insulare’ – che si applica solo alla Sardegna – per questi detenuti, i boss mafiosi più pericolosi d’Italia, introdotta nel 2009 dal Governo Berlusconi col voto favorevole di molti parlamentari sardi di centrodestra, come facilmente riscontrabile dai resoconti parlamentari. Il secondo è il progetto di questo governo di dare piena attuazione a quella norma e fare della Sardegna la Cayenna d’Italia.

Dunque, Pittalis se la prenda col ministro Nordio e col governo, che evidentemente non ha ascoltato le sue pur giuste proteste: sono loro, i suoi alleati, i responsabili di quanto sta accadendo.

Infine, è positivo che l’on. Pittalis abbia presentato alla Camera la proposta per eliminare questa assurda ‘preferenza insulare’. Il mio DDL di analogo tenore, presentato molti mesi prima del suo, è già incardinato in Commissione Giustizia al Senato. Dunque, gli rivolgo un invito: anziché cercare alibi, convinca la sua maggioranza ad approvarlo.