Carovita, lavoratori tra inflazione e stipendi fermi: la manovra non serve a nulla e premia gli evasori e i redditi più alti.
I dati Istat sull’aumento dei prezzi alimentari, cresciuti quasi del 25% in cinque anni, quasi otto punti oltre l’inflazione generale, segnalano una perdita significativa del potere d’acquisto delle famiglie italiane. È un campanello d’allarme che riguarda in modo particolare i lavoratori a basso e medio reddito, oggi – anche per l’assenza di un salario minimo garantito – sempre più esposti al rischio di povertà.
Quando la coperta è corta, è necessario scegliere con responsabilità cosa coprire: le priorità dovrebbero essere la crescita economica e il sostegno ai redditi medio-bassi. Invece questa manovra non serve a nulla: disperde le risorse in misure frammentate, premia gli evasori, estende i benefici fiscali ai redditi più alti, in modo del tutto inutile e sommamente iniquo.
È ormai chiaro che il governo ha portato l’Italia alla crescita zero, e senza l’ausilio del PNRR è chiara la prospettiva della recessione. Un Paese più povero e più diseguale: questo è il vero bilancio di tre anni di Giorgia Meloni.