Commissione insularità, audizione Ministro Foti: il mio intervento

Commissione insularità, audizione Ministro Foti: il mio intervento

Pongo due questioni principali e poi una di dettaglio sull’attuazione del PNRR.

Il Ministro ci ha elencato numerosi dati, che certamente saranno meglio dettagliati nella documentazione che ci trasmetterà; tuttavia nella relazione non colgo – se non in una citazione iniziale – la ragione stessa per cui esiste questa Commissione, ovvero l’attuazione di un principio costituzionale piuttosto giovane. Il fatto che la riforma del 2022 sia stata approvata, come ha sottolineato il Ministro, con un’adesione pressoché unanime del Parlamento ne rafforza in modo particolare la portata.

Chiedo dunque qualche dettaglio, riprendendo in parte quanto già il collega Nicita ed io abbiamo posto con un’interrogazione del 31 marzo scorso: rispetto alla messe di fondi europei e nazionali destinati al Mezzogiorno, in che cosa si differenzia la condizione delle isole nella percezione e nell’intervento del Governo?

La stessa norma con cui la legge di bilancio per il 2023 ha istituito questa Commissione prevedeva anche l’istituzione di un Fondo per l’insularità. La maggioranza e il Governo lo hanno dotato di risorse minime – un milione di euro – e, soprattutto, non lo hanno reso operativo. Pur trattandosi di un fondo istituito presso il MEF, chiedo al Ministro se ne abbia conoscenza e cosa intenda fare per dare attuazione a una norma vigente.

Mi interessa inoltre capire – il Presidente della Commissione sa che su questo punto sono un po’ ripetitivo – quale sia l’opinione del Governo rispetto alla proposta di legge approvata e presentata dal Presidente Calderone a nome dell’intera Commissione, che giace, mi pare un po’ staticamente, in Commissione Bilancio alla Camera. Il Governo ne ha conoscenza? Intende sostenere un progetto che definirebbe, anche dal punto di vista normativo, la specificità insulare, fornendo la base giuridica per trattamenti differenziati in molte materie – scuola, sanità, trasporti, continuità territoriale – e consentendo al Governo di trattare con l’Unione Europea sulle questioni che riguardano direttamente quel rapporto?

Vengo alla seconda questione: i rapporti con l’Unione europea. Qual è l’atteggiamento del Governo? Nei giorni scorsi ho assistito a un intervento del Vicepresidente Fitto, che ci ha parlato di una strategia per le isole in via di definizione. Qual è dunque la strategia del Governo nella trattativa e nella relazione con l’Unione Europea, con specifico riferimento alle isole, che nel Trattato dell’Unione Europea hanno un riconoscimento esplicito?

Oggi leggo sui giornali sardi che la nuova strategia della Commissione sulla continuità territoriale ridurrebbe la possibilità di intervenire con aiuti di Stato sugli scali aeroportuali con un traffico inferiore al milione di passeggeri: tutti gli scali sardi, ad esempio, lo superano ampiamente. Saremmo quindi di fronte a un peggioramento – e non a un miglioramento – della condizione delle isole su un tema, quello della continuità territoriale, sul quale i vincoli europei si applicano in maniera sostanzialmente identica anche a noi, con un danno enorme per la capacità di assicurare continuità territoriale a Sardegna e a Sicilia. In ogni caso, la specificità insulare significa che si possono pretendere, o quantomeno definire, interventi differenziati per le isole. È in questa logica che, di recente, insieme al senatore Nicita ho presentato emendamenti perché la questione dei carburanti per il trasporto aereo venga trattata in modo diverso: una diminuzione o un aumento eccessivo dei prezzi ha per noi conseguenze molto differenti rispetto a quanto accade, ad esempio, a Napoli, dove – come ricordava lo stesso Ministro – un treno ad alta velocità o l’automobile offrono alternative che in Sardegna e in Sicilia semplicemente non esistono.

Concludo con due note di dettaglio. La prima riguarda l’ETS: in Sardegna viaggiare quest’estate può costare fino a 1.500 euro, sia per i passeggeri sia per i trasportatori, e l’intero sistema delle imprese e della logistica si trova in una situazione di enorme sofferenza. Chiedo al Ministro cosa intenda fare il Governo, direttamente, immediatamente e con urgenza, perché si tratta di una questione esplosiva.

La seconda riguarda il PNRR: chiedo se siano previste proroghe, semplificazioni delle procedure di rendicontazione e meccanismi che evitino ai Comuni di dover restituire le risorse già anticipate per opere in corso. Nella mia provincia vi sono casi davvero preoccupanti: in un Comune che si chiama Muravera, nella Città metropolitana di Cagliari, l’intervento che prevedeva per una scuola la demolizione e la ricostruzione è fermo a metà, con quasi 10 milioni di euro in ballo. Occorre, a mio avviso, prevedere meccanismi di proroga o di supporto da parte del Governo, perché interventi di questo tipo possano essere portati a compimento, anziché lasciare cattedrali o macerie nel deserto.

Queste sono le mie questioni. Vi ringrazio per l’attenzione e ringrazio ancora il Ministro e il Presidente per questa audizione.