Davos: da Trump parole terribili, la linea attendista e subalterna del governo rende l’Italia il punto debole dell’UE.
Le minacce che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rivolge, con crescente intensità e violenza, alla Groenlandia, sono la più grave manifestazione di una nostalgia imperiale che rimette al centro delle relazioni internazionali l’uso della forza e le logiche di potenza novecentesche, che un secolo fa condussero l’umanità a un passo dalla sua fine. L’Artico è uno dei principali teatri della competizione globale e mettere in discussione lo status della Groenlandia, minacciando per giunta dazi punitivi e ritorsioni contro chiunque si schieri contro di lui, significa testare ancora una volta la tenuta dell’Europa come soggetto geopolitico. Discorsi incendiari, documenti strategici, e da ultimo le terribili dichiarazioni di oggi da Davos destabilizzano irrimediabilmente l’ordine globale e compromettono i rapporti transatlantici.
L’Europa non può più assistere silente a questa violenta aggressione ai suoi valori, alla sua forza e alla sua indipendenza. Francia e Germania hanno chiarito che sono pronte a sostenere l’attivazione di tutti gli strumenti di difesa a disposizione dell’Unione. In questo contesto, il silenzio, o peggio l’ambiguità, del governo italiano, è assai preoccupante. La linea attendista e subalterna di Giorgia Meloni sta facendo dell’Italia il vero punto debole dell’Europa. La premier deve scegliere da che parte stare: quella dell’Europa, che coincide col nostro interesse nazionale, o da quella di un ex alleato, gli Stati Uniti, che ha deciso di distruggere l’unità e la forza dell’Europa. Capisco che a Giorgia Meloni possa dispiacere dover abbandonare il sogno di essere la leader europea di un’estrema destra guidata a livello globale da Trump, ma sappia che continuare con questa ambiguità significa, oltre che aderire a una visione illegale e immorale delle relazioni internazionali, andare contro l’interesse nazionale dell’Italia. Gli italiani e le italiane lo sanno, giudicano e giudicheranno.