Dimensionamento scolastico: norma insensata che accelera lo spopolamento, attuare subito il principio di insularità.
Il dimensionamento della rete scolastica così come lo conosciamo – ovvero come taglio secco delle autonomie scolastiche – non è stato imposto dal PNRR come vuole farci credere da 3 anni il governo. È stata una scelta politica di Giorgia Meloni e di Valditara, tradotta in norma nella legge di bilancio 2023. Una scure che si è abbattuta sulla Sardegna, sul suo territorio e sulle sue comunità locali. Lo Stato dovrebbe – per vincoli costituzionali e per legge – contrastare lo spopolamento delle aree interne e aiutare le Isole, e invece con misure come questa sta facendo esattamente l’opposto.
Stiamo sacrificando il futuro della scuola pubblica per risparmiare lo 0,01% della spesa complessiva in istruzione: meno di 10 milioni all’anno su oltre 70 miliardi. Una scelta totalmente insensata. È necessario attuare davvero il principio di insularità, riconoscendo alla Sardegna la specificità insulare, ovvero la possibilità di disciplinare autonomamente sull’organizzazione di scuola, sanità, trasporti, energia. Occorre dunque approvare la proposta che abbiamo presentato già dal 2024 e che è stata inserita nella proposta di legge unitaria della Commissione Bicamerale Insularità, e aprire una stagione di riforma dello Statuto per rafforzare la nostra autonomia.
Sono davvero dispiaciuto di vedere che non è presente alcun parlamentare della maggioranza di governo. Queste sono battaglie che – come spero accada per il trasferimento di centinaia di detenuti in regime 41-bis nella nostra isola – devono unire tutta la Sardegna, la società, il mondo del lavoro e le istituzioni, al di là delle appartenenze politiche, assumendoci tutti fino in fondo la responsabilità di difendere la nostra comunità. Su questi temi non ci sono bandiere, c’è in gioco il futuro della nostra terra.