Giorno della memoria: da Valditara racconto parziale sulle responsabilità del fascismo. Presentata interrogazione in Senato.
La memoria non può essere annacquata, decontestualizzata, edulcorata. È, anzi, un dovere delle nostre istituzioni praticarla, come esercizio di responsabilità civile e consapevolezza storica. Per questo nel 2000, con la legge n. 211, è stato istituito il “Giorno della Memoria”: una ricorrenza necessaria per conservare la memoria di quel tragico e oscuro periodo, anche e soprattutto mediante iniziative nelle istituzioni scolastiche. Qualche giorno fa il ministro Valditara ha trasmesso una circolare alle scuole per invitarle a promuovere iniziative di formazione e sensibilizzazione facendo riferimento unicamente alle “atrocità perpetrate nei campi di concentramento e di sterminio” e al “progetto di sterminio”, come se fossero accadimenti storici privi di autori materiali e di complici sostanziali, o se tali autori fossero comunque ignoti. Riferimenti generici che suonano come gravissime omissioni.
La legge è chiara e vincolante: la Shoah va ricordata insieme alle responsabilità politiche, giuridiche e istituzionali che la resero possibile, anche nel nostro Paese. La scuola ha, quindi, il dovere di trasmettere senza reticenze la verità storica alle nuove generazioni, spiegando come il regime dittatoriale fascista si sia reso responsabile delle leggi razziali, delle deportazioni e degli assassini degli ebrei e di quanti si adoperarono, a costo della vita, per contrastare quell’abominevole disegno di sterminio. Questa è la verità storica che la circolare Valditara offusca e occulta. Per questo, insieme a numerosi colleghi e colleghe del Partito Democratico, ho depositato un’interrogazione in Senato, chiedendo al Ministro Valditara di chiarire e di garantire, per il futuro, indicazioni pienamente coerenti con la legge e con i valori antifascisti e costituzionali della Repubblica.