Governo: tra schedature, adunate e simboli ambigui un’offensiva contro la democrazia. Giorgia Meloni prenda le distanze o è complice.

Governo: tra schedature, adunate e simboli ambigui un’offensiva contro la democrazia. Giorgia Meloni prenda le distanze o è complice.

Schedatura degli insegnanti, adunate neofasciste, il tentativo di invitare alla Camera dei deputati esponenti neofascisti per parlare della cosiddetta ‘remigrazione’, la nascita di nuovi soggetti politici di ultradestra che richiamano esplicitamente simbologia e memoria storica, appunto, del peggior fascismo: una deriva inquietante che colpisce al cuore i principi costituzionali e offende le fondamenta della nostra Repubblica democratica. Questo accade, in queste settimane, nella destra Italiana, persino ai vertici di un partito di governo.

Come sempre, attendersi una presa di distanze netta e tempestiva da parte di Giorgia Meloni sembra una fatica sprecata. Sappia, la presidente del Consiglio, che continuare a tacere significa essere complice di queste infamie e che questo fango travolgerà la credibilità e la reputazione internazionale non solo del suo governo, ma dell’Italia.