Insularità: da governo scena muta su fondo e legge, per loro isole e regioni più povere non esistono.
Sul contrasto agli svantaggi dell’insularità il governo continua a essere evasivo e reticente. Oggi in Commissione bicamerale insularità ho dovuto prendere atto di una imbarazzante e irrispettosa scena muta del sottosegretario all’economia Freni che, nel corso dell’audizione, non ha risposto a nessuna delle domande che gli ho posto: 1) per quali ragioni in tre anni e mezzo il governo non abbia ancora destinato risorse né organizzato le attività del Fondo per il contrasto agli svantaggi derivanti dall’insularità, istituito su proposta del PD dalla Legge di Bilancio 2023; 2) se il governo preveda di introdurre misure fiscali o compensative specifiche per le regioni insulari al fine di mitigare l’impatto dell’aumento dei costi energetici; 3) come il governo intenda intervenire per mitigare l’impatto dei costi ETS per il trasporto marittimo, con prezzi che sono raddoppiati per persone e merci e conseguenze pesantissime sul sistema economico e produttivo delle isole; 4) se il governo e la maggioranza intendano sostenere la legge sull’insularità adottata dalla Bicamerale, che giace da mesi in Commissione bilancio alla Camera senza che siano neppure cominciate le audizioni.
Il Governo, semplicemente, non ha risposto a nessuna delle domande, rifugiandosi nella revisione dei LEP come panacea di tutti i mali, ignorando che in ciò che sopravvive della riforma Calderoli si sono definiti, grazie a emendamenti presentati dal Partito Democratico, LEP specifici per i territori insulari, e fingendo di non sapere che, senza la previsione delle necessarie risorse, quel sistema si inserisce nel percorso di attuazione dell’autonomia differenziata che costituisce una pietra tombale sulle possibilità di riequilibrio tra i territori del Paese, in totale violazione dell’articolo 119 della Costituzione.
Davvero un atteggiamento inaccettabile, che segna una ulteriore conferma dell’assoluta indifferenza del governo di Giorgia Meloni per le isole e le regioni più povere, che per loro, semplicemente, non esistono.