Iran: il silenzio di Giorgia Meloni segna l’irrilevanza del nostro paese. Governo dica con chiarezza che non sarà complice.
In questi giorni la drammatica crisi internazionale aperta dall’attacco che Israele e USA hanno compiuto la mattina del 28 febbraio ci pone molte domande. La prima è: cosa fa un governo quando apprende – seppure a attacco avvenuto – un fatto così sconvolgente? Le reazioni da manuale dovrebbero essere tre: parlare al Paese, riunire il Parlamento e promuovere un incontro tra tutte le forze politiche. Così accadde, infatti, il giorno successivo all’attacco russo all’Ucraina nel 2022. Cosa ha fatto il governo di Giorgia Meloni dal 28 febbraio? Niente di tutto questo. Cosa ha di meglio da fare la presidente del Consiglio da non poter venire in Parlamento e non parlare né al Paese né alle forze di opposizione?
Da parte vostra fino ad ora solo silenzio, nessuna concreta richiesta di cessate il fuoco. Un silenzio che è diventato l’evidenza della vostra irrilevanza. Perché, questo è il cuore della questione, Giorgia Meloni è ai vertici dell’internazionale dell’autoritarismo, che vanta leader quali Trump, Netanyahu, Orban e – appunto – lei, la nostra presidente del Consiglio. E questa appartenenza, per lei, conta più del suo Paese. Questa folle deriva non è ciò che vogliono gli italiani e le italiane. Questa guerra, senza alcun rispetto del diritto internazionale, non è ciò che richiede e consente la nostra Costituzione. Voi portate sulle spalle le responsabilità di un intero Paese, dunque ascoltate le parole del Presidente Mattarella, che ci ricorda costantemente il valore del diritto e della pace, e dite con chiarezza che l’Italia non sarà complice di questa guerra.