La legge elettorale completa il disegno autoritario della destra. Una ragione in più per il no al referendum.

La legge elettorale completa il disegno autoritario della destra. Una ragione in più per il no al referendum.

L’accordo sulla legge elettorale che, a quanto si legge, sarebbe stato partorito nottetempo dalla maggioranza, disegna un ulteriore passaggio che chiarisce, se ce ne fosse il bisogno, il disegno istituzionale della destra estrema che governa l’Italia. Anziché aumentare il potere degli elettori di scegliere direttamente i parlamentari, si elimina l’unico spazio presente nell’attuale sistema, ovvero i collegi uninominali. Inoltre, un premio potenzialmente abnorme – e dunque incostituzionale – condurrebbe a una dittatura della maggioranza, con effetti drammatici nella designazione degli organi di maggior rilievo costituzionale, dal presidente della Repubblica ai componenti della Corte costituzionale e del CSM. Infine, l’assegnazione del premio al Senato su base nazionale – e non regionale – è di nuovo palesemente in contrasto col dettato costituzionale.

Si completerebbe così, dopo la cancellazione dell’indipendenza della magistratura con la riforma della giustizia e l’introduzione del premierato, il disegno autoritario della destra italiana. Un disegno che comprime gli spazi di democrazia e libertà e demolisce l’impianto costituzionale fondato sulla separazione dei poteri, a cui occorre opporsi senza esitazione. Ora è ancora più chiara la partita in gioco nel referendum del 22 e 23 marzo. Da oggi gli italiani e le italiane hanno una ragione in più per votare NO e fermare così questo progetto antistorico e antidemocratico.