Libertà di stampa: dal caso Ranucci allo spionaggio dei giornalisti, il governo intervenga.
La libertà di stampa in Italia è fortemente sotto pressione. Dalle interferenze sul servizio pubblico, alle reiterate pressioni contro singole trasmissioni, fino ai casi gravissimi di giornalisti spiati, emerge un quadro preoccupante. Una deriva certificata dal World Press Freedom Index, secondo cui il nostro Paese ha perso ben otto posizioni – passando dal 41° al 49° posto su 180 – in soli due anni.
Il caso di Sigfrido Ranucci è il simbolo di un sistema in cui chi informa è costretto a difendersi ogni giorno da intimidazioni, tentativi di censura e isolamento, se non addirittura a proteggersi da vere e proprie incursioni politiche che rendono sempre più difficile esercitare il diritto-dovere di informare, anche e soprattutto a livello locale. Il governo non può trincerarsi dietro interpretazioni restrittive delle direttive europee: ha tutti gli strumenti per estendere anche in ambito nazionale le tutele ai giornalisti contro l’abuso di liti temerarie, che spesso costringono al silenzio i giornalisti privi dei mezzi economici per difendersi. E comunque un governo che manifesta costante vicinanza al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale sistematicamente attacca con inaudita violenza media e giornalisti non allineati al suo governo, rappresenta un elemento di preoccupazione per la libertà di informazione in Italia.