Matteotti: suo sacrificio primo atto della Resistenza. La sua memoria patrimonio civile comunità nazionale.

Matteotti: suo sacrificio primo atto della Resistenza. La sua memoria patrimonio civile comunità nazionale.

A centodue anni dalla morte di Giacomo Matteotti, ricordiamo non solo il sacrificio di un eccellente parlamentare assassinato da una squadraccia fascista su ordine di Benito Mussolini, ma il monito che la sua lezione civile continua a consegnarci. La libertà e la democrazia non sono conquiste definitive: richiedono vigilanza, responsabilità e impegno quotidiano. Dopo il delitto Matteotti nulla fu come prima: insieme al discorso del 3 gennaio 1925, col quale Mussolini se ne assunse la responsabilità politica e morale, si consumò il passaggio definitivo alla dittatura, una ferita che ha segnato tragicamente la storia del nostro Paese. Quelle denunce di Matteotti, e quel discorso parlamentare, furono in fondo il primo atto di quella Resistenza che dopo il tragico ventennio fascista avrebbe condotto alla Liberazione, e infine all’elezione dell’Assemblea Costituente, di cui tra pochi giorni celebreremo l’80esimo anniversario. Per questo ricordarlo significa celebrare il percorso che ha portato alla nascita della Costituzione e alla riconquista della democrazia.

Anche oggi, in un mondo angustiato da guerre provocate da tiranni e oppressori, esistono regimi – come quello di Putin in Russia – che perseguitano e uccidono gli oppositori politici. Per questo è fondamentale difendere ogni giorno gli antidoti della democrazia: lo Stato di diritto, la libertà dell’informazione, la separazione dei poteri.

Dobbiamo ringraziare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che negli anni ha costantemente onorato la vita, e la morte, di Giacomo Matteotti, rafforzandone così l’appartenenza al patrimonio civile della nostra comunità nazionale. La recente intitolazione alla memoria di Giacomo Matteotti del suo banco della Camera, dal quale pronunciò il discorso del 30 maggio 1924 – alla quale purtroppo non hanno partecipato tutti i gruppi parlamentari, la qual cosa considero assai grave – rappresenta il modo migliore per trasmettere ai posteri il senso di dignità della funzione e delle istituzioni parlamentari che egli seppe rappresentare, e che costituisce il suo lascito imperituro perché tutte e tutti continuiamo a operare per mantenere la nostra Repubblica libera e democratica.