Salute mentale: è una responsabilità collettiva, necessario rafforzare la scuola e sostenere le famiglie
Il malessere psichico che colpisce le giovani generazioni è un fenomeno sempre più diffuso. La pandemia ne ha amplificato la portata. Non si tratta di semplice malinconia o di ribellione giovanile, ma di ansie paralizzanti, depressioni che portano all’isolamento, disturbi alimentari silenziosi e devastanti, dipendenze patologiche e, in casi estremi, atti di violenza contro sé stessi o gli altri.
Il libro di Vicari che oggi è stato presentato in Senato ci guida in un’analisi delle cause anche attraverso storie e racconti di chi quel disagio e quel malessere profondo lo ha vissuto a proprie spese. Ma soprattutto, ci mostra la progressiva diminuzione dei “fattori di protezione”. La famiglia, la scuola, gli amici, la comunità: quei porti sicuri che dovrebbero accogliere la fragilità, a volte vacillano. Ed è proprio qui che Vicari pone una lente d’ingrandimento sulla nostra responsabilità di adulti, di genitori, insegnanti, educatori, operatori sanitari, rappresentanti delle istituzioni: abbiamo il dovere di imparare a riconoscere i segnali d’allarme.
Le proposte sono chiare e concrete: rafforzare la scuola come luogo di benessere psicologico, non solo di istruzione; sostenere le famiglie; costruire una rete di servizi sul territorio, in molte regioni carente o addirittura assente. Sono proposte giuste e condivisibili, che costituiscono un’agenda fondamentale per l’azione della politica e delle istituzioni.