Soteu: bene su One Europe, One Market. Ora accelerare per un’UE protagonista che cresce e innova.
La scelta di Ursula von der Leyen di mettere One Europe, One Market al centro delle priorità economiche del suo discorso sullo Stato dell’Unione è un segnale politico importante. Il richiamo ai rapporti Letta e Draghi e l’impegno a completare la riforma del mercato unico entro la fine del 2027 indicano una direzione precisa: non farsi dividere da frammentazione e differenze che frenano la crescita dell’UE come attore globale dal punto di vista politico, economico e commerciale. Positiva anche la centralità dell’innovazione e delle nuove tecnologie, della crescita e della cooperazione tra Stati.
Ora, però, servono azioni concrete. L’Europa non può essere vaso di coccio tra vasi di ferro: dunque, è fondamentale intervenire per rendere l’Europa attore globale dal punto di vista diplomatico e politico e ridurre la dipendenza da altri paesi in ambito energetico, senza disperdere il lavoro degli ultimi anni in termini di sostenibilità e contrasto al cambiamento climatico come vorrebbero le destre. Altrettanto importante l’obiettivo di far funzionare il Congresso dell’Europa che si terrà l’anno prossimo, a 70 anni dai Trattati di Roma, in cui interrogarci tutti insieme sulla strada da fare intraprendere all’Europa che noi, come italiani, abbiamo contribuito a costruire. È necessario partire da un ‘modello Europa’ per la crescita e lo sviluppo che attivi imprese e capitali, ma che metta al centro le persone con le loro competenze e i propri diritti a vivere dignitosamente in tutte le fasi della propria vita, dalle giuste retribuzioni alle attività di cura e assistenza. La scelta è tra un’Europa che si apre al mondo, che innova e che si pone come modello di crescita e un’Europa che si chiude, che esclude e che rimane stagnante. Bisogna scegliere da che parte stare.