Tre anni di guerra in Ucraina
Non fu una mattina qualsiasi, quella del 24 febbraio 2022, tre anni fa. Ricordo l’allarme, i messaggi concitati all’alba, le riunioni di prima mattina, la convocazione della Camera per l’informativa urgente del Presidente del Consiglio. Ricordo la percezione nettissima di essere a un tornante inesorabile della storia. Allora, e ancora oggi, ci trovavamo a dover difendere l’integrità territoriale di un Paese europeo invaso militarmente da un regime feroce, capace di silenziare e sterminare gli oppositori in patria e di riportare la guerra in Europa.
Il Pd, unito, scelse immediatamente di sostenere l’Ucraina e il suo popolo, che si preparava a una durissima resistenza, che prosegue ancora oggi, dopo tre anni. Manifestammo il nostro sdegno e il sostegno alla causa del popolo ucraino, vittima dell’aggressione, davanti all’ambasciata russa. Un appoggio che il Partito Democratico, l’Italia e l’Europa da allora non hanno mai messo in discussione.
Il fatto che oggi l’attuale amministrazione trumpiana degli Stati Uniti tradisca l’Ucraina – e l’Europa – ci impone di essere ancora più determinati nel difendere chi ha subito una invasione inaccettabile e nel ricercare una pace giusta. La questione non riguarda solo i pilastri dello stato di diritto nella più grande democrazia del mondo, ma anche i fondamenti di una comunità internazionale fondata sul diritto e non sulla forza.
Per questo è imprescindibile che gli Stati membri dell’Unione Europea adottino decisioni rapide e coraggiose, per evitare di subire decisioni altrui e per difendere, al contempo, l’interesse dell’Europa stessa e della democrazia liberale. Da questo punto di vista, il voto in Germania, pur evidenziando una preoccupante battuta d’arresto dei socialdemocratici, scongiura il rischio di derive sovraniste e neonaziste.
Rimane una grande preoccupazione per l’inerzia decisionale del governo italiano, che sembra agire più a favore dell’ultradestra globale che in difesa dell’interesse europeo e nazionale. Se Giorgia Meloni continuerà a sostenere il disegno di chi vuole distruggere l’unità e l’integrità dell’Europa, si porrà indubitabilmente contro un interesse vitale per il nostro futuro.