Violenza donne: cultura della sopraffazione da sradicare. Serve una svolta politica e culturale.
Gli ultimi dati ISTAT ricordano che oltre sei milioni di donne in Italia hanno subito violenza fisica o sessuale. Una cifra sconvolgente, che non descrive solo un’emergenza, ma rivela la conseguenza di una strutturale asimmetria di genere e di una cultura della sopraffazione e del possesso profondamente radicata.
L’approvazione della legge sul consenso esplicito, frutto in particolare dell’iniziativa di Laura Boldrini, insieme al voto sul delitto di femminicidio atteso oggi alla Camera, rappresentano passi avanti significativi che il Partito Democratico ha sostenuto con convinzione. Ma non bastano. Occorre proseguire con lo stesso spirito bipartisan e adottare decisioni radicali: un forte investimento nei centri antiviolenza, percorsi educativi fondati sulla consapevolezza emotiva e sul rispetto reciproco fin dall’infanzia, formazione continua per chi lavora nella giustizia e nelle forze dell’ordine, campagne pubbliche permanenti e, soprattutto, l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva in tutte le scuole.
L’educazione alla parità, spesso liquidata dalla destra come “ideologia”, deve essere riconosciuta come un obiettivo comune, indispensabile per prevenire la violenza e costruire una società più giusta.
Perché la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne non si riduca a un rituale retorico, deve diventare il momento in cui si rinnova e si rafforza la volontà di un impegno politico quotidiano. Senza un’azione costante e strutturale, continueremo a contare le vittime.
Per il Partito Democratico l’obiettivo è chiaro: sradicare la cultura della sopraffazione, affermare l’assoluta parità dei diritti e rafforzare in modo concreto le tutele delle donne.