Zes: presidente consiglio vuole ammazzare la Zes, il sud e le isole?.

Zes: presidente consiglio vuole ammazzare la Zes, il sud e le isole?.

Le parole della Presidente Meloni su una strampalata idea di ZES unica nazionale suonano come epitaffio per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno e delle isole. Sarebbe il completamento di una demolizione silenziosa di uno strumento che era stato pensato per ridurre il divario strutturale tra Nord, Sud e Isole.

Comprendiamo che la Presidente del Consiglio abbia iniziato, dopo la sonora sconfitta personale referendaria, una disperata campagna elettorale. Ma delle due l’una: o siamo dinanzi a un governo di incapaci o stanno, ancora una volta, sacrificando il futuro del Mezzogiorno sull’altare del consenso elettorale nelle regioni del centro-nord. Se chi governa non riconosce che il Sud e le Isole partono da condizioni di svantaggio concrete – infrastrutture carenti, minore connettività, disoccupazione cronica, desertificazione industriale – e dunque hanno bisogno di incentivi e strumenti di semplificazione pensati su misura, sta semplicemente abdicando alle sue responsabilità. Non è difficile immaginare, infatti, che diluire lo strumento sull’intera penisola porterà alla riduzione delle risorse, non alla loro moltiplicazione.

In realtà l’epitaffio oggi Giorgia Meloni lo ha celebrato al suo governo: ha parlato al futuro ma si riferiva a un passato che ha condotto il Paese al più basso tasso di crescita dell’area OCSE, e le sue aree condannate a un destino di sottosviluppo, che vedrebbe nell’autonomia differenziata la sua cornice istituzionale. Un disegno finalmente svelato nella sua completezza, ma che per fortuna non riusciranno a realizzare. Il Sud e le Isole hanno capito l’antifona: si sono espressi molto chiaramente al voto referendario, e lo faranno altrettanto nettamente alle elezioni politiche.